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Elliott sale al 9,4% in Tim. De Puyfontaine: “Situazione inaccettabile”

Proseguono le grandi manovre in vista dell’assemblea degli azionisti di Tim, con Elliottche ha rafforzato ulteriormente la propria posizione nell’azienda, passando dall’8,84% al 9,4%: un modo per rispondere, seppur indirettamente, alle accuse che continuano ad arrivare da Vivendi, che dell’operatore è l’azionista di maggioranza relativa. In una lettera scritta ai sindaci e alla Consob infatti il socio francese accusa che al fondo stia convenendo la caduta del titolo per via di un “collar” stipulato sul 4,9% del capitale di Tim. In base a questo derivato Jp Morgan sarebbe infatti obbligata a coprire le perdite sul valore delle azioni. Anche per smentire questa lettura Elliott ha aumentato la propria partecipazione in contanti, con un aumento dell’esposizione alla posizione lunga e lasciando invariato il “collar”.
Non è escluso, inoltre, che nelle prossime settimane Elliott possa salire ancora per rafforzare la propria posizione in vista dell’assemblea dei soci che è in programma il 29 marzo.
Dalle pagine di Le Figaro intanto il Ceo di Vivendi, Arnaud De Puyfontaine, rilancia le accuse al fondo statunitense, affermando che non ha mantenuto “neanche una delle sue promesse”, in un contesto aziendale che “non ha cessato di peggiorare” fino a diventare “inaccettabile” e “contraria agli interessi degli azionisti”.
De Puyfontaine arriva ad auspicare per Telecom “un consiglio rappresentato da membri perlopiù indipendenti, che operino nell’interesse di tutti gli azionisti”. Poi sottolinea il fatto che Vivendì non ha nessuna intenzione di mollare la presa sull’operatore italiano: “Siamo azionisti di TelecomItalia per sempre, per l’eternità”. “Nel 2017, quando avevamo la direzione operativa, il gruppo ha realizzato il suo miglior esercizio in 15 anni. Ma dalla presa di controllo del consiglio da parte del Fondo Elliott, la situazione non ha smesso di peggiorare”.
“E tempo che Telecom Italia realizzi il suo piano strategico industriale e riporti le sue performance economiche al livello di quelle dei principali attori europei – prosegue De Puyfontaine – Per farlo, proporremo, nella prossima Assemblea generale, nuove personalità indipendenti per il consiglio di Tim“. Infine, sull’accresciuta partecipazione in di Elliott in Tim, il manager minimizza: “Non cambia nulla alla realtà delle motivazioni di Elliott, un attore finanziario che purtroppo ha avuto un impatto molto negativo nella storia e nelle performance di Telecom Italia. Il crollo del 45% del titolo dal 4 maggio 2018 – conclude – ne è una triste illustrazione”.
Corriere delle Comunicazioni

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