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Open Fiber, Bassanini: “7 milioni di unità immobiliari raggiunti dalla fibra”

“Open Fiber è una società nata dall’intesa tra due azionisti importanti per ruolo e solidità
finanziaria con la missione di dar vita all’ammodernamento della rete e alla realizzazione di una
infrastruttura integralmente in fibra ottica e ad oggi abbiamo raggiunto circa 7milioni di unità
immobiliari coperte da rete in fibra ottica“. Ad anticipare i numeri il presidente di Open Fiber,
Franco Bassanini, intervenuto al convegno sulle città digitali organizzato nell’ambito del Festival
delle città.

Bassanini parla delle gare che la società si è aggiudicata per cablare le aree del Paese, sottolinea i
numeri importanti ma anche le complessità. “Avevamo forse tutti sottovalutato le complessità – ha
spiegato – Nelle 271 città dove operiamo come privati non ci sono grandi difficoltà ma nei circa
7mila Comuni tutto si rivela più complicato; bisogna rispettare una serie di procedure di gara, avere
molte più autorizzazioni di quelle che si hanno nelle città. In alcuni casi le amministrazioni comunali
sono più collaborative. Per questo abbiamo investito il Governo di intervenire”.

“Abbiamo un accordo di riservatezza che vincola noi, i nostri azionisti e Telecom Italia e l’accordo
di riservatezza significa che non possiamo dire nulla perché non si è arrivati ad una conclusione”,
ha ricordato Lo ha detto il presidente di Franco Bassanini interpellato da Radiocor, a margine
dell’incontro, sull’andamento dei tavoli con Tim sulla fibra

“E poi c’è un’altra ragione che viene spesso sottovalutata – precisa Bassanini – qualunque
valutazione sullo stato di avanzamento di questo confronto ha conseguenze sui mercati e, in
questo caso, riguarda società quotate che sono più di una, da Enel a Tim a Vivendi, ed io osservo
rigorosamente l’accordo di riservatezza; vedo che non tutti lo fanno ma sono convinto di avere
ragione io”.

Il presidente della società della fibra controllata da Enel e Cdp tuttavia rileva: “E’ una
partita complessa, perché vi sono molti interlocutori ma anche perché le soluzioni saranno
soggette al vaglio delle autorità di regolamentazione e questa è un’osservazione che
qualche volta viene sottovalutata. Le soluzioni devono essere, quindi, valutate
positivamente e convenienti per tutti”.
Corriere delle Comunicazioni

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