News

Tim, colpo di scena all’assemblea: Vivendi ritira proposta di revoca del cda

Alla fine nessun ribaltone in Tim. L’assembla si è chiusa con il voto favorevole al ritiro della proposta di Vivendi sulla revoca del cda che era il punto cruciale all’ordine del giorno dell’assise.
La proposta del socio francese è stata accolta con il voto favorevole del 95,357% del capitale presente. I contrari sono stati il 4,334%; gli astenuti lo 0,308%. Al momento del voto era rappresentato il 67,0165% del capitale sociale.
Elliot apprezza la decisione di Vivendi di soprassedere dalla richiesta di revocare cinque consiglieri di Tim: “un chiaro segnale che capisce come ci sia un ampio supporto per il cda indipendente di Tim in carica”, si legge in una nota del fondo. “Questo risultato è una vittoria per Tim e spiana la strada per una creazione di valore stabile per tutti gli azionisti”. Elliott continua a supportare “l’Ad Luigi Gubitosi, il management e l’attuale board indipendente” e guarda a un “dialogo costruttivo con tutti gli azionisti per perseguire la massimizzazione del valore per il gruppo”.
All’inizio dell’assemblea la rappresentante legale di Vivendi, a sorpresa, aveva annunciato la decisione della società del gruppo Bollorè di rinunciare alla richiesta di revoca e il presidente di Tim, Fulvio Conti, aveva rimesso l’eventuale ritiro della proposta alla volontà dei soci. Il voto è arrivato dopo una breve interruzione per permettere ai proxy di aggiornare l’indicazione di voto dopo il colpo di scena. I soci di Tim, tra l’altro, hanno approvato il bilancio 2018, in rosso per 1,4 miliardi dopo 2,6 miliardi di svalutazioni, con il 64,25% di favorevoli, il 35,7% di astenuti e una percentuale residua di contrari. Non è invece passata la relazione sulle remunerazioni, anche se su questo punto il voto dell’assemblea è puramente consultivo. In particolare, si è espresso favorevolmente solo il 43,76% dei soci presenti, mentre ha votato contro il 20,4% e si è astenuto il 35,84%. Nel corso dell’assise, il disturbatore Marco Bava ha chiesto un’azione di responsabilità contro l’Ad Luigi Gubitosi per la sua decisione di continuare sulla strada dell’isopensione come incentivo all’esodo pattuito con i sindacati per permettere un piano di esuberi su base volontaria, uno strumento previsto a suo tempo nel piano predisposto dall’ex capo azienda Flavio Cattaneo. L’azione di responsabilità è stata bocciata dai soci.
Sulle necessità di superare le divisioni interne aveva posto l’accento anche l’Ad Luigi Gubitosi. “Tim ha la storia, le competenze e il know how per competere con orgoglio e successo con i peers europei. Puoi fare tantissimo per gli azionisti e per il Paese – aveva dichiarato il ceo di Telecom Italia, nel suo intervento – Lavoriamo per rendere più competitiva la società che ha grandi asset. Ci sono tuttavia anche problemi che non sono stati affrontati in passato con sufficiente determinazione come l’incremento dei costi, l’erosione del flusso di cassa. Ma siamo convinti che il piano industriale avrà successo, stabilizzando i ricavi, tagliando i costi e ottimizzando la spesa per investimenti. Dobbiamo lavorare sulla cultura aziendale sia in termini economici che qualità”. Gubitosi ha quindi concluso che Telecom deve superare le divisioni e diventare “un’azienda normale”.
Corriere delle Comunicazioni

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *