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Tim, Genish: “Pronto a lasciare se vince Elliott”

MILANO – L’amminstratore delegato di Tim Amos Genish è pronto a fare un passo indietro nel caso in cui nell’assemblea del 4 maggio il fondo Usa Elliott avesse la meglio su Vivendi, azionista di maggioranza dell’operatore. È quanto ha detto lui stesso al giornale britannico SundayTelegraph. Elliott, che detiene l’8,8% del capitale del gruppo, e Vivendi, principale azionista con il 23,9%, sono impegnati da diverse settimane in un braccio di ferro per la governance dell’operatore italiano.

All’assemblea generale di Telecom Italia in programma per il 4 maggio gli azionisti sono chiamati a designare il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo e dovranno scegliere fra liste e progetti concorrenti di Vivendi ed Elliott. Il fondo Usa vorrebbe modificare il piano industriale del dirigente del gruppo e sostituire 6 membri del board, ma non Genish, che ha detto che manterrebbe. “Se la lista di Vivendi non otterrà la maggioranza dei voti, visto che è chiaramente la sola lista che sostiene il nostro piano industriale a lungo termine, credo fermamente che la mia posizione come direttore generale sarebbe insostenibile”, ha dichiarato Genish al SundayTelegraph.

In serata è arrivata la precisazione della società: “Tim desidera sottolineare che il titolo del giornale “Telecom Italia boss ‘ready to quit’ over activist” è equivoco e non riflette lo scambio avvenuto tra Amos Genish e il giornale. TIM inoltre ricorda “che Amos Genish ad oggi non ricopre il ruolo di ad, ma di semplice amministratore dell’azienda oltre alla carica di direttore generale. Sarà il nuovo cda, successivamente all’assemblea degli azionisti del prossimo 4 maggio, a nominare il ceo anche sulla base delle decisioni circa visione strategica e piano industriale”

Assemblea che si annuncia sempre più la vera resa dei conti. La lista rinnovata di Vivendi intende “perseguire il lavoro compiuto negli ultimi mesi in Telecom Italia e che ha già cominciato a portare i suoi frutti”, ha detto ancora Genish. Quanto alla lista Elliott, il fondo afferma che comprende dei candidati del mondo italiano degli affari che hanno “una caratteristica fondamentale: l’indipendenza”.

La Repubblica Finanza

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