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 Colao: “Tutti i cittadini connessi entro  2026. Su rete unica soluzione rapida o piano B”

“La transizione digitale è una priorità dell’azione di governo. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza abbiamo in programma grandi iniziative di trasformazione, alcune delle quali verranno gestite direttamente dal ministero, altre coinvolgono ministeri dioversi. Stiamo coordinando molti progetti, per il trasferimento delle esperienze, il rafforzamento delle competenze e la razionalizzazione della spesa. Saranno fondamentali il sostegno e l’educazione dei cittadini alla vita digitale, perché questa partita devono poterla giocare tutti. Il piano Next Generation Eu prevede che almeno il 20% degli investimenti sia destinato alla transizione digitale, che nel caso dell’Italia si traduce in circa 40 miliardi: ma per il nostro Paese la cifra sarà considerevolmente superiore, e coinvolgerà le infrastrutture critiche, la sanità digitale e le competenze digitali. Una cifra che dovrà essere impiegata avendo ben chiari gli obiettivi, quindi come fare, in che tempi, privilegiando l’efficienza ed eliminando gli sprechi”. Lo ha detto il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, in audizione alle commissioni riunite quinta della Camera e ottava e quattordicesima del Senato, illustrando le linee guida del Pnrr.

 “Siamo portati a pensare che la transizione digitale riguardi soltanto l’ammodernamento delle procedure, ma non è così, è molto di più – ha detto Colao – Si tratta di un cambiamento del modo in cui lavoriamo, produciamo, interagiamo tra privati e con la pubblica amministrazione. Grazie al digitale infatti la PA può migliorare le modalità con cui si erogano i servizi, in un contesto in cui si sta ridisegnando il quadro socio-economico e relazionale della nostra società. La transizione digitale è una grande occasione di crescita, occupazione, innovazione, sostenibilità, accesso all’arte e alla cultura. Si tratta di consentire ai nostri giovani di avere accesso a opportunità dalle quali sono stati esclusi. Se vogliamo recuperare e tornare a essere leader in Europa dobbiamo lavorare a un ammodernamento digitale del Paese nel suo complesso, ponendoci obiettivi ambiziosi. Così se il Digital Compass ha l’obiettivo di arrivare alla digitalizzazione piena entro il 2030, l’Italia vuole arrivare a realizzare questa visione già nel 2026”. Nel suo intervento Colao individua sei obiettivi, delineando anche le azioni necessarie per raggiungerli, che vedono in primo piano la connettività come diritto, l’approccio cloud fisrt, la sicurezza e la formazione, “confermando e rafforzando le misure del precedente governo”.

Corriere delle Comunicazioni

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