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Milleproroghe: dalla fibra ottica allo smart working, ecco tutte le novità       

È l’articolo 20 a mettere nero su bianco le nuove disposizioni. Per i lavori relativi a collegamenti in fibra ottica ad alta velocità degli edifici scolastici pubblici e di quelli ospedalieri “ove il primo nodo di rete  disponibile si trovi entro una  distanza massima di 4 km dagli edifici stessi, l’intervento di posa di infrastrutture a banda ultra larga da parte degli  operatori, è  eseguito mediante riutilizzo di infrastrutture e cavidotti esistenti o, anche in combinazione tra loro, con la metodologia della micro trincea attraverso  l’esecuzione di  uno scavo e contestuale riempimento di ridotte dimensioni (larghezza da 2,00 a 4,00 cm, con profondità regolabile  da 10 cm fino a massimo 35 cm), in ambito  urbano  ed  extraurbano,  anche  in prossimità del bordo stradale o sul marciapiede. L’operatore può utilizzare la linea realizzata ai fini della  presente disposizione per collegare in fibra ottica ad alta velocità gli ulteriori edifici presenti lungo il percorso”. Si dispone inoltre che “qualora l’intervento di scavo di  cui  al  comma  1  interessi esclusivamente sedi stradali asfaltate e non pavimentate, è sufficiente  la  sola  comunicazione di inizio  lavori all’ufficio comunale competente”.

L’art. 19 proroga i termini previsti dalle disposizioni legislative alla data di cessazione dello stato di emergenza e in ogni caso non oltre il 31 marzo 2021. La proroga riguarda sia-la possibilità per i datori di lavoro privati di applicare la modalità di lavoro agile ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa vigente sia l’obbligo per i datori di lavoro privati di comunicare, in via telematica, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

L’art. 3, comma 3, incide sull’articolo 13 del decreto Crescita (D.L. 34/2019). Con la modifica apportata, l’efficacia della disposizione viene prorogata di 6 mesi. Per effetto della proroga, l’adempimento si applicherà fino al 30 giugno 2021 (anziché fino al 31 dicembre 2020, della norma originaria).

Viene inoltre rinviata al 1° luglio 2021 l’entrata in vigore delle disposizioni di cui all’articolo 11-bis, commi da 11 a 15, del D.L. 135/2018 (decreto Semplificazioni), riguardanti la disciplina diretta a contrastare fenomeni di elusione ed evasione Iva nell’ambito di transazioni commerciali, effettuate tramite piattaforme commerciali online, di determinati beni elettronici (telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop).

Nel caso di vendite o cessioni di beni, facilitate da soggetti passivi che mettono a disposizione di terzi l’uso di un’interfaccia elettronica, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, questi ultimi soggetti, pur non entrando direttamente nella transazione, sono considerati come soggetti che hanno ricevuto e successivamente ceduto tali beni, con conseguente applicazione agli stessi del meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge).

Corriere delle Comunicazioni

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