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Pnrr e banda ultralarga: co-investimento pubblico-privato. Ecco il Piano Colao

In attesa della mappatura a cui sta lavorando Infratel, il comitato interministeriali di Vittorio Colao lavora al modello operativo: stando a quanto risulta a seguito dell’ultima riunione del team, è stato scartato quello a concessione utilizzato per il piano aree bianche, in cui il concessionario realizza l’infrastruttura di proprietà statale. Si fa strada invece il modello a incentivo, alias del co-investimento pubblico-privato – lo Stato dovrebbe farsi carico di circa il 70% dei costi – in cui la proprietà della rete resta in capo agli operatori. A patto però che sia garantito l’accesso wholesale a tutti i concorrenti.
Sul fronte tecnologico prevale la logica della neutralità con l’obiettivo di accelerare la roadmap: fibra, dunque, ma anche Fwa e tecnologie “miste” in grado di garantire gli obiettivi messi nero su bianco nel Piano Italia a 1 Giga.
Con il piano di intervento pubblico in esame “in conformità con la disciplina europea sugli aiuti di Stato vengono adeguatamente contemperati da un lato il raggiungimento dell’obiettivo di connettività del Governo e dall’altro l’esigenza di tutelare la redditività degli investimenti dei soggetti privati che concorrono, con i propri investimenti, al raggiungimento degli obiettivi del Piano”, si legge sempre nel documento.
Il modello a incentivo – secondo quanto risulta dalle simulazioni effettuate dall’economista ed esperto di Tlc Maurizio Matteo Dècina  – si basa sul completamento della rete in funzione dell’attivazione finale, che consente all’operatore di iniziare a recuperare l’investimento (l’incentivo copre infatti solo una parte dell’investimento, la restante parte deve essere coperta immediatamente con i flussi di cassa). L’incentivo, calcolato come percentuale degli investimenti unitari per unità immobiliare, verrebbe erogato solo a compimento della tratta verticale che consente al cliente una immediata attivazione.
Secondo Dècina tra i due modelli di intervento pubblico – a concessione o a incentivo – ci potrebbe essere un differenziale di 20 miliardi di euro in termini di crescita economica in 5 anni, pari all’1% del Pil.  Nel caso in cui il tasso di attivazioni dello scenario per concessione fosse incrementato di 10 volte rispetto a quello attuale (zone bianche) il differenziale si ridurrebbe a 5 miliardi.
Corriere delle Comunicazioni

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