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Tim tiene testa alla pandemia: ricavi a 3,8 miliardi. Gubitosi: “Ottimista su rete unica”

Èla banda ultralarga la voce più in crescita nel bilancio di Tim relativo al primo trimestre 2021. Da gennaio a marzo sono state attivate 424mila nuove linee ultrabroadband retail, il +119% anno su anno, raggiungendo i 9,1 milioni di unità con un incremento del 23%. Nel fisso accelera la migrazione della base clienti verso la banda ultralarga anche grazie alla spinta impressa nella copertura in fibra ottica, in particolare nelle aree bianche, che ha consentito di raggiungere oltre il 92% delle famiglie italiane con linea fissa.

L’azienda ha chiuso la trimestrale con ricavi a 3,8 miliardi di euro, in linea con il primo trimestre 2020, nonostante la pandemia. E si è registrata una crescita del 3% anno su anno dei ricavi della telefonia fissa domestica. “La nostra guidance resta invariata essendo il primo trimestre in linea con le nostre aspettative”, ha puntualizzato Gubitosi.

In crescita anche le linee mobili, a quota 30,2 milioni, con un aumento di 52mila linee sull’ultimo quarter 2020.” In un mercato che rimane competitivo nella parte a minor valore (clientela low-spending), prosegue il trend di stabilizzazione della base clienti: nella ‘mobile number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori, pari a -74 mila linee) Tim registra per il terzo trimestre consecutivo il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati. Al tempo stesso il settore vede il flusso delle portabilità ridursi complessivamente del 18% anno su anno, a dimostrazione del raffreddamento della competizione nella parte a maggior valore (clientela high-spending)”, si legge nella nota dell’azienda a seguito del cda chiamato ad approvare i conti.

“Nel primo trimestre 2021 – si legge nell’allegato alla nota – l‘emergenza Covid-19 ha comportato per il Gruppo Tim il sostenimento di oneri non ricorrenti, al lordo degli effetti fiscali, per circa 12 milioni di euro, oltre a ciò i valori, includono sia oneri non ricorrenti connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale sia accantonamenti per contenziosi, transazioni, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate oltre a oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti. Nel primo trimestre 2020 l’emergenza Covid-19 aveva comportato il sostenimento di oneri non ricorrenti, al lordo degli effetti fiscali, per complessivi 26 milioni di euro connessi principalmente a rettifiche di ricavi (15 milioni di euro) conseguenti alle iniziative commerciali di Tim Spa a supporto della clientela per il contrasto dell’emergenza e a costi operativi per 11 milioni di euro riferibili principalmente ad accantonamenti ed oneri connessi alla gestione dei crediti”.

Riguardo alle prossime sfide c’è quella del fiber to the football: “Il calcio da luglio andrà sulla fibra, una vera rivoluzione” ha detto Gubitosi, ricordando che Dazn si è aggiudicato i diritti televisivi per il prossimo triennio della Serie A (7 partite su 10 in esclusiva più altre tre non in esclusiva), con Tim che fungerà da partner tecnologico e distributore. “Sky ha vinto solo le tre partite meno importanti e quindi sul satellite resta solo quello da vedere”, ha proseguito Gubitosi per il quale ormai Timvision si può dire che “sia diventato un must del panorama televisivo italiano”. Il calcio apre per Tim un “importante e significativo driver di crescita che potremmo definire fiber to the football”.

Corriere delle Comunicazioni

 

 

 

 

 

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